Seminario Acqua iWeek. L’Intelligence Week prosegue il 30 novembre

iWeek: acqua, risorsa economica e strumento geopolitico

 

La terza edizione dell’Intelligence Week alle Stelline di Milano: l’oro blu al centro dei cambiamenti climatici e dell’agenda politica

 

Al Palazzo delle Stelline è iniziata il 23 novembre la III edizione dell’Intelligence Week, evento promosso da  iWeek, joint venture di Vento & Associati e Dune, in partnership con Esso Italiana, FNM, Deloitte Legal, BrianzAcque, ITA-ICE, Partecipazioni e Fondazione Stelline. La Intelligence Week introduce una riflessione sui rischi legati alle varie transizioni, che coinvolgono quattro settori chiave per gli equilibri geopolitici globali: le infrastrutture, la logistica, l’energia  e l’acqua. Il talk dedicato all’oro blu, moderato dalla giornalista Maria Latella, ha alternato stimoli distopici e visioni strategiche, investendo il tema del “risparmio” e degli investimenti nelle reti infrastrutturali, alla luce di un annus horribilis, il 2022, in materia di stresso idrico per l’Italia

Il quadro globale: dall’esempio resiliente di Copenaghen allo stress idrico italiano

L’esempio virtuoso e resiliente di Copenaghen, nel racconto di Andreas Herfelt, sector water expert dell’Ambasciata di Danimarca a Roma, ha aperto i lavori dell’incontro. Il 2 luglio del 2011 su Copenaghen si abbattè una violenta bomba d’acqua che in meno di tre ore provocò disastri allagando interi quartieri, strade e abitazioni, con danni stimati in un miliardo di dollari. Messa in ginocchio da un nubifragio di proporzioni inaudite, la capitale danese capì che quello era il segnale di cambiamenti climatici profondi in atto a livello globale. Ai quali rispose con un innovativo e radicale ripensamento urbanistico per evitare di essere nuovamente sopraffatti da fenomeni analoghi. Adesso Copenhagen è una città che ha saputo ripensare la propria urbanistica a misura d’acqua. Nei saluti Stefania Craxi, neopresidente della Commissione Esteri e Difesa in Senato ha ricordato come nei prossimi cinque anni la crescita demografica globale porterà ad un aumento del 50% del fabbisogno d’acqua, con relative, immaginabili conseguenze globali anche a livello di flussi migratori. Un ulteriore sguardo a quanto succede fuori dall’Italia è stato offerto da Maurizio Bezzeccheri, Head of Latin America Region di Enel: “In America latina otto persone su dieci vivono in città ed i problemi di approvvigionamento idrico sono al’ordine del giorno. Ma l’acqua è spesso risorsa fondamentale anche per l’industria mineraria: è grazie ad essa che è possibile ad esempio estrarre il rame ad Atacama, tra Cile e Perù”. E’ un Paese decisamente sotto i riflettori in questi giorni, ovvero il Qatar, a detenere il record di Nazione con lo stress idrico più elevato. Ma l’Italia – e sorprende solo fino a un certo punto – non è messa benissimo: si trova al 44esimo posto, appena sopra l’Egitto. La rete nazionale presenta perdite anche superiori al 40% seppur con differenze regionali rilevanti. “Serve un appropriato utilizzo dell’acqua, soprattutto per i problemi antropici legati all’agricoltura. Inoltre, va considerato che nel 2050 il 67% della popolazione mondiale vivrà nelle città. Per questo le reti idriche vanno utilizzate in modo circolare: l’Oman, ad esempio, tratta il 100% delle proprie acque e le riutilizza per il 70%”.

 

Il ciclo idrico in Italia: l’esempio virtuoso di Brianzacque

Quali risposte dà il sistema Italia alla crisi idrica? Pietro Bussolati,oggi consigliere regionale PD lombardo ma con un background professionale nel mondo delle company dell’energia, ha così fotografato la situazione: “Non c’è programmazione, si interviene sempre in emergenza. Bisogna strutturarci perchè le siccità estive ci saranno sempre”. Concorde con questa analisi Alessandro Marangoni, CEO Althesys Strategic Consultants: “Il climate change è una minaccia crescente e non è più emergenziale. In Italia la disponibilità di acqua è cambiata molto nel corso dei decenni”. Ad essersi trovate più impreparate al cambiamento sono forse state le regioni del Nord, non abituate a dover fare i conti con la scarsità di una risorsa che si è sempre stati abituati a considerare abbondante. Tra le realtà che al Nord stanno gestendo il cambiamento, configurandosi peraltro come un esempio di governance virtuosa, c’è Brianzacque, azienda pubblica che gestisce il ciclo idrico integrato di 55 Comuni della Brianza, servendo circa un milione di utenze: “Il nostro territorio ha sofferto meno la siccità rispetto ad altre aree non solo per la presenza di falde floride, ma anche per il nostro lavoro di programmazione contro la dispersione idrica – ha commentato il vicepresidente Gilberto Celletti“. I fondi del Pnrr daranno la possibilità di effettuare ulteriori investimenti per migliorare ancora di più il servizio. “Siamo un vettore in grado di risolvere problemi come la siccità e le bombe d’acqua – ha spiegato Celletti – . I nostri sistemi gestiscono lo stress idrico, scaricando l’eccesso d’acqua in vasche di laminazione. Non solo: disponiamo di droni in grado di controllare sversamenti illegali nel fiume Lambro o nel Seveso e siamo in grado di esercitare un’attività predittiva in caso di fenomeni metereologici. Celletti ha rivendicato la prerogativa che a suo giudizio fa realmente la differenza: “Siamo una realtà pubblica e questo ci rende competitivi rispetto ad un privato, che sarebbe costretto a tenere tariffe più alte per dover generare reddito a vantaggio degli investitori”. Con Paolo Vanoni, chief strategy officer di Alperia, infine, alcune considerazioni sull’annus horribilis dell’idroelettrico: “Il 2022 ha rappresentato una sorta di tempesta perfetta. Questo si è tradotto in un calo della produzione che ha raggiunto il 38%, tutto a favore del termoelettrico, una fonte energetica non propriamente green. E così da un lato la siccità, dall’altro l’aumento della siccità hanno prodotto un doppio danno, come in uno scenario distopico. E nel futuro potrebbe non essere finita qui. Quale il ruolo del digitale nella gestione delle reti idriche? La risposta sta nel fatto che le nostre infrastrutture hanno mediamente 50-60 anni. E’ evidente che serve digitalizzare, sia per creare efficienza che per ridurre gli sprechi”. 

 

L’Intelligence Week prosegue il 30 novembre

Nelle intenzioni di Andrea Vento, Ceo di iWeek, la IV edizione della Intelligence Week, nella primavera del 2023 sarà dedicata allo stress idrico e all’acqua quale fonte di energia. L’Intelligence Week procede il 30 novembre con una nuova sessione di lavori, sempre alla Fondazione Stelline, per parlare dalle 10.30 ancora delle sfide della transizione energetica, con focus in particolare sul Green Hydrogen realizzato in collaborazione con Deloitte Legal, dagli scenari alle prospettive, trattando anche di innovazione, soluzioni industriali e investimenti finanziari.

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